La non-soluzione del “salvataggio” scientifico

“Tutto è nato da un microrganismo apparentemente inutile: lo Streptococcus pyogenes – racconta Perata – le due ricercatrici hanno scoperto che, se viene attaccato da un virus, il batterio non solo lo riconosce, ma lo ‘tagliuzza’ in alcuni punti precisi in modo da renderlo inoffensivo. Hanno poi capito che questa tecnica poteva essere copiata e applicata ovunque”.

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Pur di non mettere interamente in discussione la civiltà nella quale annaspiamo tutti, e pur di non cambiare una virgola del nostro modo di intendere l’esistenza, il pianeta e i suoi equilibri, siamo arrivati al tragicissimo punto di ritenere giustificato, valido e plausibile intervenire con pesantissime modifiche genetiche sul mondo animale (del quale facciamo parte) e vegetale.

Tutto questo osannato “salvataggio” scientifico non solo ci deresponsabilizza ancora di più ma non può essere la soluzione. Le ripercussioni della civiltà tecnologica ed economica sul nostro pianeta sono nefaste. In 10.000 anni abbiamo distrutto casa nostra, scambiando la distruzione con l’evoluzione e progresso. È ora di dire basta e di rivedere con urgenza ogni aspetto delle nostre vite, quotidianamente e tutti insieme.

Fatevi due risate (amare) anche voi con le “pezze scientifiche” al buco nero della nostra civiltà:

National Geographic: “Solo la genetica ci può salvare da boom demografico e clima”

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